“Siam venuti fin qui, siam venuti fin qui, per vedere segnare Higuain”

“Siam venuti fin qui, siam venuti fin qui, per vedere segnare Higuain”

I bianconeri vanno avanti per un regalo di Ghoulam, ma non riescono a tenere il vantaggio e concedono ai partenopei il pareggio

TORINO – Settanta minuti d’attesa. Lunga, a tratti straziante, ma forse è meglio così. “La sente troppo” “lo conoscono troppo bene” Higuain silente, Higuain letale. Non si sbraccia, non si lamenta, corre e aiuta la sua nuova squadra. La vecchia lo teme, lo conosce e sa quanto può essere devastante. E così fu, nella maniera più strana e rocambolesca perché fa tutto lui. Lancia Khedira, va a caccia del pallone dopo la respinta della difesa e spacca la porta con il sinistro. Tutto il resto è noia.

LA NOIA – Quella dei primi quarantacinque minuti, bloccati e timorosi. Entrambe le squadre hanno paura, il Napoli di uscire dalla corsa Scudetto e la Juve di far rientrare la squadra di Sarri. Tanta noia, troppa noia per un big match. Come la noia del centrocampo bianconero, desaparecidos Khedira e Pjanic, con Hernanes che si prende la scena e la standing ovation (meritata, finalmente!) dello Juventus Stadium. E poi Bonucci e il tiro al volo, e poi il buco di Lichtsteiner sul gol di Callejon. Tutto in secondo piano, tutto ciò non conta.

PIPITA E VIA – Una botta e via! Di sinistro, per la quarta volta in stagione. Prova a fare l’assistman, ma lui deve fare gol! Sempre, specialmente oggi. Siluro di sinistro all’angolino, Reina immobile e braccia verso il basso. Esultare no, sarebbe troppo, ha già fatto troppo male alla “sua” Napoli. Di suo adesso c’è anche lo Juventus Stadium, stregato fino a qualche mese fa, esploso di fatto dopo il gol del Pipita. “Siam venuti fin qui, siam venuti fin qui, per vedere segnare Higuain”

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