La Juve espugna il Bentegodi e chiude alla grande un ciclo difficile

La Juve espugna il Bentegodi e chiude alla grande un ciclo difficile

I bianconeri hanno vinto grazie a un super Mandzukic e a una magia di Pjanic

TORINO – In un Bentegodi stracolmo va in scena Chievo-Juve, partita che Allegri ha definito “la peggiore che potessimo avere in questo momento”. E in effetti il Chievo in casa è avversario assai temibile, e il mister bianconero decide di affrontare il match con un atipico 4-4-2, che alla lunga pagherà. Il Chievo invece si schiera con un prudente 5-3-2 per cercare di non subire il potenziale offensivo straripante dei bianconeri.

Primo tempo – Pronti via e la Juve è costretta a un cambio: Barzagli cade male e con ogni probabilità si lussa una spalla. Dentro allora Bonucci. Dopo 10′ Higuain ha la prima occasione, intercettando un velenoso passaggio orizzontale e puntando la porta, ma viene ribattuto. La Juve a questo punto prende il pallino del gioco in mano e ci prova Hernanes dal limite, ma anche il suo tiro viene fermato da un difensore. La partita stenta a decollare, con un Chievo attento e i bianconeri che provano a ragionare. I veneti si fanno vedere in contropiede al 22′, ma senza impensierire Buffon. Sull’angolo seguente Spolli prova a indirizzare verso la porta, ma la palla esce al lato. Tre minuti dopo ci prova di nuovo Hernanes, questa volta di testa, con la palla che però finisce alta. La Juve sale di intensità, e va vicina al gol con Mandzukic: lancio lungo, controllo del croato e sombrero sul difensore, poi prova la conclusione a tu per tu con Sorrentino ma la palla finisce di poco alta. Il Chievo prova a spezzare il dominio bianconero con Izco, che ci prova dalla distanza senza fortuna. Nell’altra metà campo è Cuadrado a provare a inventare, ma il suo lancio per Mandzukic è lungo. Altra grande occasione al 35′, protagonista sempre Mario Mandzukic. Contropiede fulmineo che parte da Pjanic, il bosniaco serve Sturaro che lancia Sandro in corsa. Il brasiliano crossa per Mandzukic, che prova a piazzarla di testa ma la palla esce di poco al lato. Poco dopo ci prova Cuadrado dalla distanza con un gran diagonale, ancora palla fuori. La Juve continua a spingere, e Higuain ha l’occasione di portare avanti i suoi ma Sorrentino gli chiude la porta. Il Chievo a fine primo tempo si riaffaccia nella metà campo bianconera in contropiede, ma Benatia chiude bene su Floro Flores.

Secondo tempo – Le squadre scendono in campo con gli stessi undici con cui si era chiuso il primo tempo. La ripresa inizia con un fallaccio di Cuadrado, che si prende anche il giallo. Il Chievo parte più spigliato, con Floro Flores che ci prova di testa. Ma è la Juve a passare avanti al 53′: palla in profondità di Cuadrado per Mandzukic, che davanti a Sorrentino non trema e insacca. I veneti non ci stanno e provano a reagire, senza però impensierire più di tanto i bianconeri, che invece al 60′ vanno vicini al raddoppio con Higuain, che salta Sorrentino ma viene fermato da da Dainelli. Tre minuti dopo però Buffon è decisivo su Castro, che si ritrova la palla a un metro dalla porta ma viene chiuso da un prodigioso intervento del capitano bianconero. Subito dopo Lichtsteiner regala ingenuamente un rigore al Chievo atterrando Pellisier, appena entrato, che poi dal dischetto non sbaglia: 1-1 e tutto da rifare. La Juve risponde con rabbia, cercando il gol del nuovo vantaggio, ma il Chievo tiene botta. Al 29′ però, occasione per Pjanic: punizione dal limite, dalla sua mattonella, e il bosniaco non sbaglia. Palla sotto l’incrocio e 2-1. Allegri a questo punto decide di gestire, e toglie Higuain per Evra, ridisegnando la squadra. I veneti però, avendo assaporato l’impresa, non ci stanno, e si riversano nella metà campo bianconera, lasciando tanti spazi dietro. Lichtsteiner ha i crampi, e allora fuori lo svizzero e dentro Dani Alves. Al 41′ la Juve ha l’occasione di chiudere il match, ma Sturaro, solo davanti a Sorrentino, si fa ipnotizzare. Ancora un occasione due minuti dopo, con Cuadrado che salta tutta la difesa, ma non riesce poi a mettere la palla dentro.Nel recupero ci prova Pjanic da calcio piazzato, ma Sorrentino dice ancora no. Il Chievo non ne ha più, e dopo quattro minuti di recupero è costretto ad arrendersi. Tre punti fondamentali per la Juve, che arriva alla sosta per le nazionali da prima della classe e chiude nel migliore dei modi un ciclo di partite molto difficile.

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