Juve, dieci minuti non bastano più: sufficienza ed efficienza non possono convivere

Juve, dieci minuti non bastano più: sufficienza ed efficienza non possono convivere

I bianconeri vincono contro la Samp, ma dopo aver iniziato fortissimo abbassa i ritmi e rimette in partita i blucerchiati

TORINO – Sufficienza fa rima con efficienza, ma l’efficienza non si ottiene con la sufficienza. La vittoria contro la Samp cancella le preoccupazioni, più mediatiche che prettamente tecniche, derivanti dalla sconfitta contro il Milan, ma c’è una nota di sufficienza che si percepisce sopra la Juve. Dieci minuti posson bastare, l’anno scorso sarebbero sicuramente bastati, quest’anno al momento no, visto che i bianconeri hanno la brutta abitudine di tenere aperte partite evidentemente chiuse.

SUPERMARIO – Era l’osservato numero uno di giornata, ci mette quattro minuti a dire presente. Zuccata perfetta sull’assist strepitoso di Cuadrado, il migliore insieme a Mandzukic, e gol del vantaggio subito replicato da Chiellini. Partita finita? Sembrerebbe, ma dal 25′ del primo tempo si capisce che questa Juve non è ancora nelle condizioni di uccidere l’avversario, e così è. Dani Alves ci prova a fare il regalo alla Samp, ci riesce Chiellini ad inizio ripresa e Schick ringrazia per il suo primo gol in Serie A. C’è la reazione, c’è la vittoria e c’è il terzo gol bianconero con Pjanic che sfrutta l’errore di Puggioni. Nel finale l’insolita e inedita doppietta di Chiellini chiude il match sul 4-1. Bene, ma non benissimo, Allegri non vede l’ora di dire addio alla sufficienza.

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