Ziliani non ci sta: “Agricola? Ecco cosa penso”

Ziliani non ci sta: “Agricola? Ecco cosa penso”

Parole dure sulla Juventus ed Agricola

TORINO- “Il dottor Agricola, che è stato il medico sociale della Juventus dal 1985 al 2009, cioè per un quarto di secolo, è stato condannato con sentenza definitiva della Cassazione (e Giraudo con lui, quindi anche la Juventus) per il doppio reato di doping e frode sportiva. Poiché nel frattempo era intervenuta la prescrizione, non ha scontato alcuna pena per i gravissimi reati di cui è stato riconosciuto colpevole, e lo stesso dicasi per Giraudo. Per innumerevoli anni, con la benedizione della società, Agricola ha illecitamente somministrato ai giocatori farmaci pericolosi e dannosi non per uso terapeutico (cioè per curare malattie che i giocatori non avevano), ma per alterare, migliorandole, le loro prestazioni atletiche, quindi dopandoli. L’infermeria della Juventus, come disse Guariniello, aveva una dotazione di farmaci paragonabile a quella di un ospedale di una media città. La vergogna del processo, con le penose e balbettanti dichiarazioni di Vialli e Del Piero, Conte e Zidane, Pessotto e Montero (RaiTre le mostrò a puntate a Un Giorno in Pretura, sono tuttora visibili su YouTube), esposero la Juventus a una gogna pubblica impossibile, anche a distanza di anni, da dimenticare. Agricola, che negò tutto, anche di essere nato, mostrandosi più aziendalista della famiglia Agnelli, viene oggi ricompensato con la nomina a responsabile del J MEDICAL, il nuovo centro medico del club; e guarda caso viene rimosso dal sarcofago all’indomani dell’inspiegabile blackout atletico in cui la Juve è caduta, in mondovisione, dopo il misterioso intervallo di Cardiff: 11 atleti vispi e pimpanti erano tornati negli spogliatoi, 11 zombi avevano fatto ritorno in campo. La Juventus, che come il suo presidente Andrea Agnelli ignora l’esistenza della dimensione morale e etica della vita, quindi anche dello sport, compie questo passo con una sfacciataggine persino superiore a quella con cui esibisce nel suo stadio i 35 scudetti vinti sul campo, che togliendo quelli dell’era Moggi e dell’era Agricola diventerebbero a dir molto la metà, e altri ancora ce ne sarebbero da cancellare.” Parole dure di Paolo Ziliani del Fatto Quotidiano

 

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