Zico: “Dybala? Una stella non può fallire una finale”

Zico: “Dybala? Una stella non può fallire una finale”

Il brasiliano ha parlato al Corriere.it

Gianluigi-Buffon

TORINO – Intervistato da Corriere.it, l’ex stella dell’Udinese Zico ha parlato della finale di Champions League.

Deluso?
Sì, è così. Perché tecnicamente ho sempre pensato che il Real fosse migliore. Ma per me la Juve dal punto di vista collettivo era più forte e non era certo arrivata fin qui per caso. Un finale di partita così duro per gli italiani mi ha sorpreso.

Anche perché la Juve non aveva certo iniziato male.

Altroché. Nel primo tempo la squadra di Allegri mi era piaciuta, aveva giocato con personalità ed era rimasta in partita: anzi aveva creato pericoli e concesso una sola chance al Real, quella del gol di Ronaldo. Ma una finale non si può giocare solo per 45’ e non capisco questo calo così netto: è come se la squadra di Allegri non fosse rientrata in campo dopo l’intervallo.

I giocatori di talento fanno sempre la differenza: Dybala è stato il grande assente della finale di sabato?
Sì, perché anche nel momento migliore della Juve lui era fuori dal gioco, quasi scollegato. E questo la Juve l’ha pagato caro.

Pensa che per lui, alla prima grande prova a questi livelli, sia una questione di esperienza?
Sì è giovane, anche se alla sua età diversi campioni avevano già lasciato il segno. Deve migliorare e sapere che dopo il percorso che ha fatto per arrivare in finale, dev’essere lui a ripagare la fiducia che tutta la squadra ha nella sua stella. I grandi campioni devono fare la differenza nelle grandi serate.

I due brasiliani della Juventus, in particolare Dani Alves, non hanno giocato secondo le sue aspettative?
Quando la squadra non va bene non si può fare molto meglio. Credo che giocatori come Dybala e Higuain, quelli che fanno girare il gioco d’attacco bianconero, e anche lo stesso Pjanic che a me piace particolarmente, non abbiano proprio funzionato nel secondo tempo. Ed è un peccato, perché questa Juve meritava un finale migliore.

Peccato per voi che Cristiano Ronaldo non sia brasiliano.
È vero, è vero. È un giocatore incredibile. Il suo gioco si è evoluto al punto che anche se lui non è sempre al centro dell’azione, gli bastano due o tre giocate per finalizzare nel modo più efficace. Così rasenta davvero la perfezione.

A parte Ronaldo, chi è l’uomo chiave di questo Real?
Per me è Toni Kroos, anche se in finale è stato soprattutto Isco: spostarlo più a sinistra nella ripresa è stata una delle mosse chiave di Zidane.

Buffon chiuderà probabilmente la carriera senza aver mai vinto la Champions, che ne pensa?
Ci sono tanti campioni che non l’hanno vinta, ma questo non ha cambiato di molto il giudizio che è stato dato di loro e della loro carriera. E varrà anche per il portiere italiano, uno dei più forti di sempre. Sabato è stato anche sfortunato, per le deviazioni di Bonucci e Khedira. Ma i miracoli in certe circostanze non si possono fare. Certo, è un po’ una delusione vedere una squadra che ha preso tre gol in tutta la Champions subirne quattro solo in una serata. Il Muro juventino è crollato.

Zidane di questo passo finirà per diventare più bravo da allenatore che da giocatore?
Sì, dopo nemmeno due anni è sulla strada giusta. Ha competenza e intelligenza, ha lavorato con tanti grandi allenatori e ha imparato bene a lavorare sia sulla gestione di un gruppo con tanti giocatori di qualità, sia nella lettura delle situazioni chiave della partita.

Eppure prima che si sedesse in panchina dicevano che non era bravo, ricorda?
Con il Castilla faticava. Ma il Real è un’altra cosa e lui aveva anche il grande vantaggio, essendo stato una stella del Madrid e avendo fatto il vice di Ancelotti, di conoscere perfettamente società e spogliatoio. Poi l’unico giudice è il campo e mi sembra che il verdetto sia chiaro.

Adesso il Real ha preso una nuova stella brasiliana, il 16enne Vinicius. Il dominio può continuare?
Sui ragazzi così giovani bisogna essere cauti, per cercare di non schiacciarli con l’eccessiva pressione. Anche se lui ha davvero tutto per diventare un grande campione. E il Real ha fatto un grande colpo.

Ma a parte Messi e Neymar con il Barcellona, chi è la stella di oggi che può contrastare lo strapotere madridista in Champions?
Un altro brasiliano, Gabriel Jesus del Manchester City: ha tutto per diventare uno dei più grandi della storia e con Guardiola migliorerà ancora.

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