STATISTICA – Sconcerti: “Dal 1976 chi perde la prima non vince lo scudetto…”

STATISTICA – Sconcerti: “Dal 1976 chi perde la prima non vince lo scudetto…”

“C’è pure una piccola aria di indolenza, come se anche i giocatori si coprissero dietro al brutto che esprimono, quasi consapevoli di non saper fare molto d’altro. Manca cattiveria e manca qualità”.

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STATISTICA – Il noto editorialista Sconcerti porta avanti un’inquietante numero sul prossimo cammino bianconero: “Dal 1976 chi perde la prima non vince lo scudetto…”. Brucia dunque più del dovuto la sconfitta della Vecchia Signora tra le mura amiche contro l’Udinese, evento mai verificatosi all’esordio casalingo (prima o seconda giornata che fosse), e così facendo ha mollato la testa della classifica della Serie A dopo ‘appena’ 64 giornate consecutive: i colori bianconeri hanno svettato ininterrottamente dalla 13sima giornata del torneo 2013-2014 fino all’ultima di quello scorso

PRESAGIO – Ecco dunque il pensiero sul Corrieredella Sera: “Inutile forse prendere sul serio tutte le cattive idee espresse contro l’Udinese, ma la sconfitta non è casuale né poco importante. Da quarant’anni, esattamente dal 1976, chi ha perso la prima partita non ha più vinto il campionato. Conviene non rassegnarsi alle statistiche, ma tenerle a mente sì…”. Nel suo consueto pezzo del lunedì, Sconcerti mette il dito sui problemi evidenziati dalla squadra di Allegri: “Di sicuro è un campionato diverso, soprattutto in questo momento in cui le migliori sembrano in una durissima fase di costruzione. La Juventus è la più confusa né poteva migliorarla l’assenza di Marchisio. C’è però questo ammucchiarsi di brutte partite che fa pensare a qualcosa di più grave di un ritardo estivo”.

CATTIVERIA – “Non credo fosse previsto che Coman facesse il titolare, che Padoin sostituisse Pirlo, che Khedira avesse questo cammino così in salita. Allegri sta facendo doppio lavoro, sta rimettendo insieme le riserve di una squadra infortunata prima ancora di aver provato quella titolare. C’è in più una piccola aria di indolenza, come se anche i giocatori si coprissero dietro al brutto che esprimono, quasi consapevoli di non saper fare molto d’altro. Manca cattiveria e manca qualità – sentenzia Sconcerti – una Juve non prevedibile a questi livelli di leggerezza, perfino di noia…”.

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