Un sogno distrutto: la Juve cade a Cardiff

Un sogno distrutto: la Juve cade a Cardiff

I bianconeri in campo per tentare di alzare il trofeo più ambito d’Europa contro i campioni in carica: la sconfitta ha distrutto le speranze europee dei vincitori dello scudetto e della Coppa Italia

Di Delia Paciello

Emozioni, batticuore, sensazioni uniche, ma anche delusione: è la Juve della finale di Cardiff, che ha saputo lottare con determinazione  contro i campioni in carica. La vittoria contro il Real Madrid avrebbe regalato il triplete ai bianconeri e portato in alto il nome del calcio italiano, negli ultimi anni nettamente schiacciato a livello internazionale dalla predominanza delle spagnole. Ma i madrileni non hanno dato vita facile alle speranze juventine.

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La Juve parte in attacco

 

Una partita all’ultimo colpo fra le due squadre: dopo un inizio particolarmente aggressivo da parte della Juventus, con un Higuain che tenta il tiro già dai primi minuti cercando di sorprendere la difesa avversaria, i madrileni rispondono a suon di gol approfittando forse di un po’ di emozione da parte degli esperti campioni della Juventus: in questa gara però in ballo c’era molto di più di una semplice partita: dopo aver sbancato tutto in Italia, il sogno era quello di lasciare un segno importante anche in ambito internazionale.

Le grandi ambizioni hanno probabilmente sovraccaricato emotivamente i giocatori bianconeri, tanto che persino la loro super difesa crolla davanti ad un avversario formidabile: è forse il miglior Real Madrid visto negli ultimi anni.

 

Il gol di Cristiano Ronaldo apre il match

 

Il gol di Cristiano Ronaldo spezza il primo tempo: al 20esimo la Juve paga probabilmente un po’ di emozione. Chiellini non segue attentamente l’attaccante madrileno, Bonucci non riesce a fermare il tiro, pur sfiorandolo. Incolpevole Buffon, che vede la sua porta violata da un tiro angolatissimo.

 

Mandzukic: rovesciata spettacolare che regala il pareggio alla sua squadra

 

Per fortuna dopo poco ci pensa Mandzukic con una spettacolare rovesciata, che ricorda quella del Pipita nel gol ha segnato la storia del calcio, il suo 36esimo in Serie A nella scorsa stagione: aggancia con il petto proprio la sponda di Higuain e batte Navas con una parabola a spiovere. Terzo gol in questa Champions per lui. Il più pesante per la sua carriera, ma che risulterà inutile al fine del risultato: non basta il più bel gol della competizione europea.

Mario-Mandzukic
Mario-Mandzukic

Casemiro sorprende la difesa bianconera nel secondo tempo, poi ci pensa Ronaldo

 

Si apre una partita spettacolo fra le due finaliste. Nel secondo tempo, ancora sul pari, il Real decide di attaccare sulle fasce cambiando così atteggiamento tattico, secondo le direttive del tecnico Zidane. E’ così che al 60esimo minuto arriva il gol di Casemiro. Poi torna Ronaldo a segnare la sua doppietta personale, approfittando ancora della distrazione di Leonardo Bonucci. E’ infatti lui a portare sul 3-1 le merengues, a un minuto dalla rete del compagno. Errore grave di Mandzukic in fase difensiva, Modric arriva sul fondo e scarica al centro per Ronaldo. Bravo il portoghese a bruciare la difesa, meno bravi i difensori juventini ad anticiparne la zampata: 3-1. Il Real finisce così in doppio vantaggio con la firma di CR7.

 

Allegri, inutili i cambi

 

Inutili i cambi del tecnico della Juve a partita in corso: Massimiliano Allegri  tenta di dare inutilmente una svolta al match facendo uscire Barzagli, per dare una carica maggiormente offensiva alla sua formazione mettendo in campo Cuadrado. Poi è il momento di Pjanic per Marchisio, ed esce anche il poco attivo Dybala per lasciare il posto a Lemina. Ma è una Juventus sotto tono, mentre ormai il Real è alle stelle.

 

 

Juve Real Champions

La caduta della Juve

 

La Juve mostra un calo fisico e psicologico nei minuti finali del match. Senza quell’atteggiamento da branco che la caratterizza nelle sue performance migliori, la Juventus è diventata una preda facile. Persino la difesa, pilastro della consapevolezza bianconera, ha ceduto, e il 4-2-3-1 si è sgretolato dalle sue fondamenta. Sicuramente quella del secondo tempo di ieri sera non era la vera Juventus, quella che sbancato in Italia, che ha annientato il Barcellona e che ha marciato in modo esemplare fino alla finale. Proprio nel momento più importante della stagione le gambe e la testa vengono meno, e con esse il sogno dei sogni.

Così la 62ª Coppa dei Campioni è del Real Madrid: la Juventus cade per 4-1 sotto il colpo finale di Asensio; a nulla è valso il momentaneo pareggio di Mario Mandzukic. Dodicesimo titolo europeo per i merengues, uno storico bis dopo quello dello scorso anno: non c’era mai riuscito nessuno nell’era della Champions League, l’ultima squadra a farcela era stata il Milan di Sacchi, Campione d’Europa nel 1989 e nel 1990.

Dopo aver vinto il sesto scudetto consecutivo, la Coppa Italia e dopo un percorso di Champions strepitoso non arriva un epilogo diverso, che forse sarebbe stato meritato. La Juve è arrivata a Cardiff consapevole delle proprie potenzialità, e come hanno detto gli stessi protagonisti questa sconfitta è diversa da quella di Berlino, perché il Real è stato più forte ma non superiore, perché la vera Juventus ha dimostrato durante tutta la stagione che avrebbe perfino potuto vincere. Perciò poco spazio alle lacrime e alla delusione: si riproverà l’anno prossimo, con un gruppo che avrà una motivazione ancora più forte ed un esperienza sulle proprie spalle.

 

Ma intanto ecco cosa fanno i tifosi della Juve a Cardiff…CONTINUA A LEGGERE

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