REWIND – Cuadrado per far tornare il cerchio: la descrizione

REWIND – Cuadrado per far tornare il cerchio: la descrizione

E’ atteso a ore a Torino: Allegri lo voleva già la scorsa stagione, il Chelsea lo rispedisce a Vinovo dopo appena 6 mesi e con una perdita di 10 milioni. Marotta fissa a 25 l’eventuale riscatto a giugno prossimo e, nell’immediato, paga appena 1,8 milioni per il prestito secco

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Juan Cuadrado e Mourinho

TORINO – Rewind: Cuadrado per far tornare il cerchio. Allegri lo voleva già la scorsa stagione, il Chelsea lo rispedisce a Vinovo dopo appena 6 mesi e con un’eventuale perdita di 10 milioni. Lo “Special” one aveva fatto sborsare ad Abramovic uno “special price” a gennaio: 35 milioni. Marotta fissa a 25 l’eventuale riscatto a giugno prossimo e, nell’immediato, paga appena 1,8 milioni per il prestito secco sino al 30 giugno 2016. Ora c’è anche la firma e il “benvenuto” della Juve. Cuadrado deve e può riportare estro e spensieratezza. Cancellare la prima con un colpo di treccine.

LA FIORENTINA – I capelli che omaggiano la caraibica Jamaica dei grandi velocisti Bolt e Blake. Dribbling, scatti brucianti, pressing e recuperi difensivi. L’unico difetto che l’Aeroplanino Montella gli rimproverava era lo scarso cinismo sotto porta. C’era una volta e, ci auguriamo, ci sarà JC11. Ovvero Juan Guillermo Cuadrado, maglia viola numero 11. Alla Juve dovrà sceglierne un’altra, ma tornare quello della Fiorentina. Dove era sbarcato all’inizio dell’estate 2012, in prestito con diritto di riscatto della metà dall’Udinese. Una scommessa vinta , con l’apice raggiunto nella seconda stagione. A Firenze aveva collezionato 106 presenze totali (40 nel primo anno, 43 nel secondo e 23 nel terzo), condite da 26 gol (5 il primo anno, 15 il secondo e 6 il terzo) e oltre 20 assist. Tanta roba.

IL CHELSEA – Era il 2 febbrario 2015, quando le strade di Juan Cuadrado e della Fiorentina si divisero. Da allora solo ombre in campo per il colombiano, mai riuscito ad emergere negli schemi di Mou. Tra un ritmo e una condizione fisica lontana dagli standard della Premier (e del tecnico portoghese), Cuadrado mette insieme appena 12 presenze in Premier League (solo 4 da titolare) con 315′ totali in campo, oltre all’esordio in Champions League (11′ nell’andata contro il PSG agli ottavi) e alla presenza in finale di League Cup (14′ con il Tottenham già sotto 2-0). Molto poco, per chi sperava di affermarsi anche a gradini superiori.

L’OPPORTUNITA’ – Sprinta sul riscatto, Cuadrado. Dimenticate l’anonima maglia numero 23 dei Blues, ricordatevi quel furetto che scartavetrava la fascia destra, saliva sulla testa degli avversari. Li irrideva, li sbeffeggiava, li lasciava lì sul posto. Torna al suo, Cuadrado, in Italia. Viaggio in verso per l’azzurro Zaza, a un passo dalla Premier e dal West Ham. Proprio, forse, per colpa dello sbarco del colombiano a Torino. Oltre che per la voglia di restare di Llorente. Allegri blocca invece Coman, eppure Cuadrado non può bastare: non sarebbe meglio inserire il francesino in uno scambio (più conguaglio) col Bayern con Goetze?

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