Ravanelli: “All’Italia serve un altro approccio. San Siro dodicesimo uomo come lo Stadium”

Ravanelli: “All’Italia serve un altro approccio. San Siro dodicesimo uomo come lo Stadium”

L’ex attaccante ha parlato a La Stampa

Fabrizio Ravanelli

TORINO – Fabrizio Ravanelli ha parlato della Nazionale italiana sulle colonne de La Stampa: “C’è poco da dire sulla partita di Stoccolma, giocata male da entrambe le squadre. La Svezia è stata fortunata a segnare con un tiro deviato, ma il calcio è anche questo. Dall’Italia, che qualitativamente è molto più forte, mi aspettavo tutt’altro: sono mancate personalità e serenità. L’arbitro ha influito, ma l’Italia è piena di giocatori esperti e non può cadere in un simile tranello. Anche se ho trovato antisportive le dichiarazioni della vigilia del ct svedese sul dover fare innervosire gli azzurri. Cosa deve scattare nelle menti degli azzurri per il match di ritorno a San Siro? Accumulare la rabbia, ce l’ho persino io da tifoso, e tirarla fuori in campo. Non è in palio un trofeo con una squadra di club, ma l’onore di un intero Paese. A San Siro conterà più l’esperienza che la qualità: servirà la sfacciataggine e la padronanza di quelli che hanno già giocato tante gare del genere. Il Meazza può dare una mano? Insieme con lo Stadium della Juve è l’impianto più idoneo. La spinta di 80 mila spettatori può essere davvero il dodicesimo uomo in campo”.

Juvenews.eu

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