Processo per detenzione armi: Iaquinta urla in aula

Processo per detenzione armi: Iaquinta urla in aula

A processo l’ex attaccante e il padre

Vincenzo Iaquinta

TORINO – Vincenzo Iaquinta, ex attaccante della Juventus, ha parlato per la prima volta in aula nell’ambito del processo “Aemilia”: “Sono una persona famosa, avevo preso la pistola più che altro per quando avessi smesso di giocare. Mi piaceva andare al poligono di Reggio. Non ho mai girato armato.”

Durante l’interrogazione del padre l’ex attaccante di Juve e Udinese ha urlato uscendo dall’aula: “Non vogliono capire”. L’ex attaccante è poi rientrato in aula dove, nella seconda parte dell’udienza Iaquinta è stato anche esaminato come testimone in merito alla foto scattata dalla consulente fiscale bolognese Roberta Tattini, già condannata in primo grado a 8 anni e 8 mesi con rito abbreviato, un’immagine che lo ritrae insieme alla donna in un bar di Reggiolo. “Per me è un fotomontaggio una foto falsa. Le ciabatte che indossavo le avevo comprate anni dopo. Io non ho mai conosciuto la Tattini. Guadagnavo tanto, che bisogno avevo della ‘ndrangheta?”

Juvenews.eu

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