Pjanic a Undici: “Allegri crede in me. Vogliamo lo scudetto”

Pjanic a Undici: “Allegri crede in me. Vogliamo lo scudetto”

Le parole del bosniaco alla rivista in uscita mercoledì

TORINO – Miralem Pjanic ha parlato alla rivista Undici, molti gli argomenti affrontati:

Su Allegri: “Alla Juventus mi sento molto responsabilizzato perché mister Allegri mi chiede di far giocare bene la squadra. Se si arrabbia spesso con me è perché vuole che divento uno dei migliori, vuole che non sbaglio nulla. Crede tanto in me, e questo è uno stimolo in più. Quando sono arrivato alla Juve, Allegri mi ha detto che nel futuro mi vedeva davanti alla difesa: era quello il suo obiettivo per me. Mi sono messo a disposizione, ora mi trovo bene in un ruolo dove posso dare una mano importante alla squadra”.

–  Sullo scudetto e sugli obiettivi personali: “ Quest’anno ci sono tantissime buone squadre in lotta per il campionato, Napoli, Inter, Roma, Lazio, e tutti vogliono che la Juve smetta di vincere. Questo ci dà una motivazione in più. Speriamo a maggio di festeggiare, il nostro obiettivo numero uno è lo scudetto. Vogliamo fare qualcosa di straordinario vincendo il settimo scudetto di fila quest’anno, sarebbe veramente una cosa incredibile, da mostri. Io voglio migliorare tanto, voglio che il mio nome sia ricordato. Sto mettendo la massima serietà, la massima professionalità per fare passi avanti, e da quando sono alla Juve ne ho fatti. Adesso voglio continuare, ho una carriera davanti ancora lunga. In una grande società migliori sempre e io sono in una grandissima società, dove lavoro quotidianamente con gente incredibile”.

Sulle voci relative a una rottura dello spogliatoio: “La gente pensa che vincere per la Juve sia facile. In realtà noi dedichiamo tantissimo tempo al lavoro, ci sacrifichiamo ogni giorno. Quando ho letto di screzi nello spogliatoio, ho capito che si cercava di destabilizzare il nostro ambiente. Lo spogliatoio è sempre unito e formato da persone responsabili, con cui, quando le cose non vanno bene, si riesce a parlare tranquillamente. Quando ero nella Roma giocavamo un buonissimo calcio, ci ripetevamo sempre: questo è l’anno buono, siamo forti. Però arrivavano partite dove non eravamo presenti. La Juve invece dimostra sempre di essere presente”.

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