Palla Morata e successo al Cuadrado: scudetto e coppa, la Juve riscrive la storia

Palla Morata e successo al Cuadrado: scudetto e coppa, la Juve riscrive la storia

Ad Alvaro bastano una manciata di minuti per fiutare e realizzare una rete. L’ultima regala un altro trofeo ai bianconeri, un regalo d’addio.

Morata

ROMA – Palla Morata e successo al Cuadrado. Scudetto e Coppa Italia in due anni consecutivi, mai successo nella storia del calcio. E, ironia del destino, con la firma dei due protagonisti partiti dalla panchina e che, molto probabilmente, non vestiranno la maglia della Juve il prossimo anno. In tribuna Conte è pronto a riprendersi l’ex esterno viola al Chelsea, il Real utilizzerà il diritto di recompra per spedire Alvaro in Premier con 60 milioni di buoni motivi. Il primo è che a Morata bastano una manciata di minuti per fiutare e realizzare una rete. L’ultima regala un altro trofeo ai bianconeri, un regalo d’addio.

PRIMO TEMPO – Trentaquattro punti di distacco in campionato e non sentirli. Forse la Juve ha lo stomaco sin troppo pieno a fine stagione, il Milan è affamato. E prova subito a divorarsi una Coppa Italia, che ha il profumo d’Europa e quindi di riscatto. Dybala è l’unico bianconero un po’ vivo, ma vederlo ripiegare – dopo una manciata di minuti dal fischio d’inizio – nella propria area, fa capire subito che partita sarà. I rossoneri per un tempo surclassano i bianconeri, senza manovra a centrocampo: la fisicità di Kucka annienta un nervoso Pogba, dopo il rigore (per un intervento di Calabria) non fischiato da Rocchi. Montolivo fa decisamente meglio d’Hernanes, non più profeta nemmeno nell’ex patria Olimpico. E chi l’ha visto Lemina? Straordinario invece Bonaventura, nelle idee, nei mezzi. Un po’ meno nella mira: suo il primo tiro della finale, peccato però per il tapin fuorimisura sul cross di Calabria. S’invola meno sulla fascia, De Sciglio, eppure al 22’ sfiora l’incrocio. Poco dopo una parata di Neto in controtempo. La prima e unica azione bianconera al 30’ con Evra: incredibile che la Juve chiuda la prima frazione senza mezzo tiro nella porta.

SECONDO TEMPO – Sessantasettemila spettatori allibiti sugli spalti. Da una parte e dall’altra, ovviamente, ma con un’emozione differente. Nella ripresa la Juve si sveglia ed è decisivo Donnarumma, almeno in due occasioni. Il Milan paga un po’ il dispendio d’energie dei primi 45’, ma riesce comunque ad avere altre occasioni senza incidere. Nella parte finale prevale però la paura di perdere, anche perché Allegri prova a vincere: dentro Cuadrado al posto di Lichtsteiner, ma l’ex viola a tempo scaduto è piuttosto fondamentale in ripiegamento su Niang appostato sottoporta. Ai supplementari poi Donnarumma nega il gol a Pogba, in rovesciata Bacca non trova di pochissimo l’eurogol. Anzi, un gol per l’Europa.

Juvenews.eu

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