Dybala +10 compagni: la ‘Joya’ rialza la Juve

Dybala +10 compagni: la ‘Joya’ rialza la Juve

La Vecchia Signora riparte dal suo n.10, la doppietta di Dybala abbatte il Sassuolo

Dybala

Dybala più tutti gli altri. Tutta la Juventus gira intorno a Dybala, come intorno ad un sole che concentra giocate, fraseggi, classe assoluta. Batte da solo 3-1 il Sassuolo. Non ha solo il piede caldo: riscalda la Juventus infreddolita dalla sconfitta targata Messi al Campo Nou. Dybala più tutti gli altri: detta i tempi, accende la luce che ogni tanto i suoi compagni provano a spegnere.

Allegri si arrabbia spesso nella ripresa, contro il Sassuolo, la Juventus è sopra 3-1 ma sbaglia, sbaglia, errori tecnici uno dopo l’altro. Può prendersela con tutti, ma Dybala ha già risolto la partita, nonostante la prestazione generosa degli uomini di Bucchi. Ci ha pensato Dybala, tutto ruota intorno alla sua vena, al suo estro assoluto. Nel primo tempo quando sta per calciare il pallone, la sensazione è forte: sa di aver già segnato. Tanta la sua sicurezza, il palpitante rapporto d’amore con il pallone in un solo fotogramma, l’atto d’amore tra il 10 e il calcio. Ed è 1-0. Poi inventa un nuovo Carnevale, si inventa calciatore a 5 e, con una puntata micidiale, vanifica l’intervento di tutta la difesa. Puntata, ed è 2-0.  Tutta la difesa di Bucchi non può fermarlo. Non solo, non basta: corre ad abbracciare Pinsoglio, gli promette il decimo gol. Politano accorcia, ma non può interrompere il canto forte di Dybala, l’assolo del suo show personale sulle note del 10. La Juve ogni tanto traballa, troppo, con forza. Più per demeriti suoi che per pressione del Sassuolo. Punizione: sembra così scontato, oggi, in questo periodo storico senza alcuna arte, con nazionale e Juventus umiliate in salsa iberica, che alla fine la risolva di nuovo,  sempre Dybala. Gol, pallone sotto l’incrocio, ennesima esultanza. 10 reti, 10 sulle spalle, ogni volta che sfiora il pallone il Mapei Stadium si anima, tutto sembra nuovo. La stessa Juventus 2017/18 con i suoi difetti, le sue amnesie, i suoi black-out, le concessioni forti, dimostra continuamente di aver bisogno di guardare  in alto. Di guardare al suo sole. E Dybala, luminoso, dopo il Camp Nou, si china, e rialza a suon di gol la Vecchia Signora da terra. E la rimette dove merita, a ruotare in alto intorno al suo 10. Dybala, sempre Dybala, solo Dybala. E tutti gli altri a schermarsi gli occhi per guardarlo, abbagliati.

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