Direttore Milan Tv: “Raiola voleva aprirsi finalmente una corsia professionale con il Real Madrid”

Direttore Milan Tv: “Raiola voleva aprirsi finalmente una corsia professionale con il Real Madrid”

Il direttore di Milan TV ha parlato del caso Donnarumma

Gigio-Donnarumma

TORINO- “Non l’ha ordinato nessuno ai tifosi del Milan di innamorarsi di Donnarumma. Nemmeno ai bambini ai quali, come per Kakà, e torneremo su questa nemesi, è particolarmente difficile spiegare cos’è successo. Ma non è il tempo del pistolotto moralistico: solo analisi e solo dettagli. Era una trattativa difficilissima ed è finita peggio di come si potesse prevedere. Nella nuova società rossonera c’era il retropensiero del duplice sospetto, prima sul pregiudizio umano e personale da parte di Raiola e poi su una polpetta avvelenata cucinata a orologeria già prima del closing. Dall’altra parte invece era da Gennaio, ben prima del diciottesimo compleanno di Gianluigi Donnarumma, che questo in casa rossonera era un argomento tabù. Sst, sst, zitti, zitti…Con il senno di poi, era tutto chiaro, tutto già pensato: Raiola che voleva aprirsi finalmente una corsia professionale con il Real Madrid e Donnarumma che non voleva più fare un favore al Milan degli scappati di casa, parando a più non posso a beneficio di una squadra scarsa. E noi? E i tifosi? Come sempre nel mezzo, senza razionalità e senza lucidità. Sperare, credere, avere fiducia…roba da Cenerentole arrivate al ballo fuori dal tempo e fuori dalla favola. E’ vero quindi, in riferimento alla società, che da parte di Raiola c’era e c’è un pregiudizio, ma non nei confronti della nuova proprietà, bensì nella possibilità per il Milan in generale come Club di rialzarsi da un momento storico molto negativo che perdura ininterrottamente dal Gennaio 2012. Mentre dall’altra parte, in Donnarumma stesso, non c’era la stessa chiusura, voleva consentire al Milan di giocarsela, verificando sul campo della trattativa se il nuovo Milan avesse davvero la forza di valorizzare lui e rinforzare la squadra.” Questa parte del lungo editoriale a TMW del direttore di Milan TV Mauro Suma

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