Chiellini: “Il guardiolismo rovina dei difensori italiani”

Chiellini: “Il guardiolismo rovina dei difensori italiani”

Il difensore italiano della Juventus ha parlato al Messaggero

Giorgio-Chiellini

TORINO- Due gare fondamentali con l’Italia contro la Svezia poi il ritorno in campionato con la maglia della Juventus e soprattutto in Champions League contro il Barcellona. Quattro sfide fondamentali da cui Chiellini non è spaventato: “In queste partite le percentuali di qualificazione siano sempre di 50% e 50% a prescindere dal valore ipotetico dei giocatori, dalla qualità e dall’esperienza perché sono partite talmente importanti e difficili che in uno scontro diretto le opportunità son uguali per entrambe le squadre” ha detto Chiellini stando a quanto riportato dal Messagero.

“Contro la Svezia sara’ una partita molto combattuta che si giochera’ su palle sporche, sull’attenzione e siamo pronti. Mancano ancora due giorni ma credo che bene o male sia da parte nostra che da parte loro la partita sia abbastanza chiara. Senza Ibra? Mi sarebbe piaciuto rigiocarci contro ma non in questa occasione. Evito molto volentieri di affrontarlo in questo spareggio perchè è un giocatore eccezionale, che decide, determina le partite. La sconfitta contro la Spagna ci ha tolto quell’entusiasmo e quella spensieratezza che sono necessarie anche per il calcio che avevamo in mente. Negli spogliatoi del Filadelfia cosa è successo? Abbiamo parlato un po’ del momento ed anche un po’ delle cose che potevamo noi per aiutare la squadra a giocare come sa e a vincere, anche a livello umano.

Infine un discorso sui ricambi generazionali in difesa: “I ragazzi in Italia penso che ci siano perchè Rugani, Caldara e Romagnoli sono dei ragazzi del ’94 che sicuramente dovranno crescere in esperienza internazionale pero’ è anche normale alla loro eta’ essere così.  E’ vero che c’è un buco generazionale perchè il guardiolismo ha rovinato un po’ tanti difensori italiani. Ora i difensori sanno impostare, si allargano tutti per giocare, e non c’è un difensore che marca. Purtroppo è così, quando sono arrivato io a fare il difensore, ma anche i primi anni, si facevano esercitazioni per marcare, per sentire l’uomo sui cross. Ormai sui cross non c’è un difensore italiano che sente l’uomo e lo marca. Quello è un peccato grave perchè poi si perde un po’ il Dna e le caratteristiche che volenti o nolenti ci hanno portato ad eccellere nel mondo. E credo che poi, con tutto il rispetto, noi non avremo magari grandi talenti come abbiamo avuto, come l’ultimo che ha smesso, Andrea Pirlo, che è un fuoriclasse ma non avremo neanche mai il tiki taka che ha la Spagna, che non è nella nostra filosofia. La storia ci insegna che per tornare ai vertici ci serviranno sicuramente dei talenti davanti perchè abbiamo vissuto la fine degli anni ’90 e gli inizi degli anni 2000 che veramente ne avevamo a bizzeffe, ma anche al ritorno di qualche difensore in piu’ sarebbe gradito”

 

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