Pedofilia, arrestato l’ex nunzio di Santo Domingo in Vaticano

Pedofilia, arrestato l’ex nunzio di Santo Domingo in Vaticano

Un arcivescovo polacco è stato arrestato in Vaticano per pedofilia. Si tratta dell’ex nunzio e diplomatico di ungo corso Jozef Wesolowski. L’arresto è stato realizzato secondo le indicazioni di Papa Francesco. Wesolowski era stato ridotto nei mesi scorsi allo stato laicale dopo la condanna nel primo grado di giudizio. L’inchiesta…

Un arcivescovo polacco è stato arrestato in Vaticano per pedofilia. Si tratta dell’ex nunzio e diplomatico di ungo corso Jozef Wesolowski. L’arresto è stato realizzato secondo le indicazioni di Papa Francesco. Wesolowski era stato ridotto nei mesi scorsi allo stato laicale dopo la condanna nel primo grado di giudizio. L’inchiesta per presunti casi di pedofilia a carico dell’ex arcivescovo polacco era partita dalla Repubblica dominicana dove era stato a lungo nunzio apostolico. Il prelato avrebbe adescato alcuni ragazzini su una spiaggia di Santo Domingo pagandoli per fare sesso: le accuse sono emerse dopo l’uscita di un’inchiesta della giornalista dominicana Nuria Piera, uscita nel settembre 2013, che sosteneva che il sacerdote pagava per fare sesso con minori e frequentava una zona di Santo Domingo famosa per la prostituzione minorile.

 

Un diacono, suo ex collaboratore, avrebbe anche riferito di avergli procurato giovani per rapporti sessuali.  La documentazione era quindi stata trasmessa alla magistratura polacca. Da qui, le richieste della procura di Varsavia al Vaticano sullo status legale dell’arcivescovo, che allora godeva di immunità diplomatica (in ogni caso, la Santa Sede non autorizza l’estradizione dei suoi cittadini).  Mons. Wesolowski, 66 anni, nominato da Giovanni Paolo II, era in carica nell’isola dal gennaio 2008. Papa Francesco lo aveva richiamato a Roma nell’agosto 2013 in seguito proprio alle accuse di abusi su minori. In Vaticano è stato quindi sottoposto prima al giudizio canonico, il cui primo grado si è concluso a giugno di quest’anno con la riduzione allo stato laicale, poi a un processo penale, seguito dalle autorità di polizia e dalla magistratura vaticana. Contro questa decisione il prelato aveva fatto appello. La vicenda di Wesolowski è il secondo caso processo penale interno alla Santa Sede dopo quello dell’ex maggiordomo di Ratzinger Paolo Gabriele, che aveva rubato delle carte dall’appartamento del papa, che poi lo graziò. (corriere.it)

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