I 7 miti da sfatare sugli Autovelox e il Tutor

I 7 miti da sfatare sugli Autovelox e il Tutor

Degli espedienti tecnologici utilizzati per beffare gli Autovelox abbiamo già parlato abbondantemente nei giorni scorsi.Dure a morire, invece, sono alcune false credenze messe in pratica dagli automobilisti per prendersi gioco dei dispositivi di rilevazione della velocità. Trucchetti che nella realtà, oltre che essere inefficaci, costituiscono reato e sono un potenziale…

Degli espedienti tecnologici utilizzati per beffare gli Autovelox abbiamo già parlato abbondantemente nei giorni scorsi.
Dure a morire, invece, sono alcune false credenze messe in pratica dagli automobilisti per prendersi gioco dei dispositivi di rilevazione della velocità. Trucchetti che nella realtà, oltre che essere inefficaci, costituiscono reato e sono un potenziale pericolo per la sicurezza stradale. Ne parla il sito de “Il Corriere della Sera”, che li analizza uno ad uno.
I più “antichi” sono quelli che tentano di neutralizzare gli Autovelox con metodi, per così dire, artigianali. Sporcare la targa con del fango, ad esempio, per un lungo periodo è stato un espediente molto diffuso, fino a quando sono iniziate a fioccare le prime, pesanti multe, o addirittura denunce per infrazione dell’articolo del codice della strada che parla di “falsificazione, manomissione ed alterazione di targa automobilistica”, che rimanda all’articolo 490 del codice penale che recita: “Chiunque, in tutto o in parte, distrugge, sopprime od occulta un atto pubblico o una scrittura privata veri soggiace rispettivamente alle pene stabilite negli articoli 476, 477, 482 e 485, secondo le distinzioni in essi contenute”.
Anche il cd piazzato sul lunotto posteriore è andato per la maggiore negli anni passati, fino a quando la sua efficacia nel neutralizzare il telelaser, sperimentata anche dalla rivista “Quattroruote”, si è rivelata pressoché nulla.
Per riflettere il flash degli Autovelox, la lacca spruzzata sulla targa era considerata la migliore soluzione. Col tempo, poi, si è riscontrato anche qui che l’effetto era scarso nelle ore notturne se non praticamente nullo in quelle diurne.
Capitolo a parte merita la trattazione delle panzane che circolano sui tutor. Come quella che se non si superano i 145 km/h di velocità media rilevata la multa non viene comminata, oppure che se si sfreccia in corsia di emergenza, l’occhio dell’apparecchio impiccione non riesce a cogliere l’infrazione. Leggenda da sfatare anche questa, la cui attuazione, oltre che creare un serio pericolo per la sicurezza stradale, potrebbe costare la decurtazione di 20 punti sulla patente, la sospensione della stessa ed una multa pari ad €500.
Ultimo mito da demolire è quello che il Tutor non funzioni di notte, con la pioggia o con la nebbia. O che sulla corsia di sorpasso o a cavallo fra due di esse l’apparecchio non rilevi le infrazioni. Errata anche questa, di credenza.
Automobilisti, datevi pace, l’unico modo per non incorrere in multe, sospensioni della patente e decurtazione di punti è rispettare i limiti di velocità.

 

l’ultimaribattuta.it

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