Apre una pagina su Facebook, Ferrari gli chiede 11 milioni di risarcimento

Apre una pagina su Facebook, Ferrari gli chiede 11 milioni di risarcimento

L’accusa è quella di violazione del copyright e la vittima sarebbe l’azienda automobilistica più famosa al mondo. Secondo quanto si legge su Bloomberg infatti, Ferrari ha denunciato un tifoso ventunenne, fondatore e gestore da oltre sei anni di una fanpage su Facebook relativa al cavallino rampante, accusandolo di aver abusato…

L’accusa è quella di violazione del copyright e la vittima sarebbe l’azienda automobilistica più famosa al mondo. Secondo quanto si legge su Bloomberg infatti, Ferrari ha denunciato un tifoso ventunenne, fondatore e gestore da oltre sei anni di una fanpage su Facebook relativa al cavallino rampante, accusandolo di aver abusato del marchio, monetizzando e vendendo – tramite la pagina sul social network – merce non ufficiale.

Tutto ha avuto inizio quando la casa automobilistica ha scritto una mail a Sammy Wasem (questo il nome del ragazzo) ed a suo padre, nella quale oltre alle congratulazioni per il loro lavoro svolto, veniva chiesto per “questioni legali” di trasferire formalmente e del tutto gratuitamente la gestione della fanpage al social media team dell’azienda italiana: il risultato è stata una controdenuncia penale da parte della famiglia Wasem ai danni di Ferrari, una procedura molto lunga, che difficilmente verrà risolta a breve.

Risarcimento milionario, un’arma a doppio taglio

“Nessuno ha il diritto di assumere il controllo di una pagina in questo modo. I creatori delle fanpage hanno tutto il diritto di rivendicare i diritti d’autore sul proprio contributo e sul proprio lavoro”, spiega l’avvocato Joris van Manen, specializzato in proprietà intellettuale e Internet ma non coinvolto nel caso, che avrà sicuramente tenuto conto della somma richiesta come risarcimento da parte dell’azienda, che è di almeno 11 milioni di franchi svizzeri, pari a circa 8 milioni di euro.

 

A prescindere da colpe e colpevoli e soprattutto considerando il potere attuale del social media, l’azione intrapresa da Ferrari potrebbe rivelarsi senza ombra di dubbio controproducente. A confermare l’ipotesi ci pensa Benoit Van Asbroeck, un avvocato specializzato in tecnologie dell’informazione e proprietà intellettuale, che ha evidenziato come ci sia stato “un cambiamento nell’approccio a queste situazioni” a favore di un comportamento molto più amichevole, proprio per evitare reazioni aggressive in rete.

Sarebbe auspicabile che Ferrari ripetesse quanto fatto da Coca Cola nel 2008, che in una situazione molto simile a quella che vede coinvolta la casa automobilistica, offrì a due gestori di una fanpage con quasi due milioni di like, di lavorare per l’azienda in qualità di amministratori social media, trasformando la pagina in questione in quella ufficiale: con oltre ottanta milioni di like, la pagina di Coca Cola è tuttora gestita dai due fondatori.

 

(Fanpage.it)

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