Massacro a Kiev: “Cento morti”. Ultimatum di Obama: “Via i militari”

Massacro a Kiev: “Cento morti”. Ultimatum di Obama: “Via i militari”

KIEV – “Cento morti”: è il drammatico bilancio degli scontri a Kiev. Bilancio che dà l’entità del massacro che si sta svolgendo in Ucraina. OBAMA: VIA LE FORZE SICUREZZA Il presidente ucraino Viktor Ianukovich deve ritirare immediatamente la sue forze di sicurezza e rispettare il diritto a una pacifica protesta.…

KIEV – “Cento morti“: è il drammatico bilancio degli scontri a Kiev. Bilancio che dà l’entità del massacro che si sta svolgendo in Ucraina.  OBAMA: VIA LE FORZE SICUREZZA Il presidente ucraino Viktor Ianukovich deve ritirare immediatamente la sue forze di sicurezza e rispettare il diritto a una pacifica protesta. Lo afferma la

Casa Bianca.  BONINO: “DECISE SANZIONI UE” «In accordo» con i tre ministri a Kiev «la decisione è di procedere molto rapidamente nelle prossime ore a un bando, a coloro che in Ucraina si sono macchiati di violenza, sui visti e sugli assetti finanziari». Lo ha detto Emma Bonino lasciando il Consiglio Esteri prima della conclusione. La ministra degli esteri ha annunciato anche un apertura di facilitazioni di visti «per i feriti, la società civili e i dissidenti». La decisione sulle sanzioni non è stata ancora presa formalmente dal Consiglio, ma è imminente. 

TREGUA TROPPO FRAGILE È durata l’arco di una notte ed è finita con un altro bagno di sangue la tregua a Kiev annunciata ieri sera dal presidente Viktor Ianukovich. La capitale ucraina questa mattina è ripiombata nel caos, il palazzo che ospita il governo e il parlamento sono stati evacuati e dalla ripresa degli scontri il nuovo bilancio potrebbe essere già di 36 morti, oltre ai 28 di ieri.

 

 

Il videoreportage in strada.
  Mentre piazza Maidan brucia, c’è stato l’atteso incontro a Kiev tra Ianukovich ed i ministri degli Esteri tedesco, polacco e francese. Prima dei colloqui il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius è stato chiaro: «Dirò che bisogna fermare la violenza, che è evidentemente inaccettabile, e che ci apprestiamo questo pomeriggio ad adottare sanzioni contro i responsabili della violenza», ha detto alla radio francese Europe 1. Qualche minuto fa, Fabius ha spiegato sul suo account Twitter che le sanzioni riguardano «la revoca dei visti e la sorveglianza, nonchè il congelamento dei beni di un certo numero di responsabili» di Kiev.  Si dovrà aspettare comunque l’esito del summit del pomeriggio Bruxelles per sapere il prossimo passo dell’Ue. Con il crescendo delle violenze, quindi, la posizione del presidente diventa di ora in ora più delicata. Anche alla luce della presa di posizione della Nato: «Invito fortemente il governo ucraino ad astenersi da ulteriore violenza. Se i militari interverranno contro l’opposizione, i legami con la Nato saranno seriamente danneggiati», ha detto durante la notte il segretario generale dell’Allenaza Atlantica, Anders Fogh Rasmussen.  Da parte sua, Washington ha già preso provvedimenti. L’amministrazione Usa ha deciso di porre 20 alti funzionari ucraini, ritenuti responsabili di aver svolto un ruolo nelle violenze degli ultimi giorni a Kiev, in una ‘lista nerà di persone non gradite negli Stati Uniti, a cui non viene rilasciato il visto di ingresso, ha reso noto il Dipartimento di Stato, senza precisare i nomi delle persone interessate. Ma Mosca sembra spingere nella direzione opposta. Non collaboreremo con un governo «zerbino» ma con autorità «legittime», «efficaci» e in grado di difendere «gli interessi dello stato», è stato oggi l’avvertimento del primo ministro russo Dmitri Medvedev. «Bisogna che i nostri partner abbiano autorità, che il potere in Ucraina sia legittimo ed efficace – ha detto – e che non venga calpestato come uno zerbino».  Questa mattina, il ministero della Sanità ucraino ha aggiornato il numero dei morti negli scontri a 28 rispetto ai 26 di ieri. Ma pochi minuti dopo le violenze tra polizia e manifestanti antigovernativi sono riprese, di fatto rompendo la tregua. Ed è ripreso incessante il conteggio dei cadaveri, mentre l’agenzia interfax pubblicava la notizia dell’evacuazione del palazzo della Verkhovna Rada (il Parlamento ucraino) per motivi di sicurezza. Poco dopo, è stato evacuato, sempre per motivi di sicurezza, anche il palazzo che ospita il governo.  Al momento, non è chiaro quante persone siano morte negli scontri di stamattina tra polizia e insorti a Kiev, ma potrebbero essere decine. Secondo il Kyiv Post le vittime tra i manifestanti sono almeno 35. Interfax parla invece di 13 cadaveri vicino a una fermata del bus. Il ministero dell’Interno riferisce di un poliziotto morto per un colpo d’arma da fuoco, che porterebbe il totale a 37. 

PRIGIONIERI 60 POLIZIOTTI
Gli insorti ucraini hanno fatto prigionieri sessanta poliziotti e li hanno portati in un edificio occupato vicino al municipio di Kiev facendoli passare attraverso un corridoio umano di dimostranti antigovernativi. Anche in questa notizia è diffusa da media locali. Un deputato dell’opposizione ha assicurato che “non sarà permesso di far loro del male”.  Palazzi Parlamento e governo evacuati. Ordinata l’evacuazione dei palazzi del Parlamento e governo per mohttp://www.juvenews.eu/administrator/index.php?option=com_k2&view=itemtivi di sicurezza. Deputati e impiegati hanno lasciato il palazzo della Verkhovna Rada, secondo l’agenzia Interfax. Il Parlamento ucraino ha sospeso le sessioni in programma per oggi e domani. Anche agli impiegati dell’amministrazione presidenziale è stato ordinato di tornare nelle proprie abitazioni.  Piazza in mano ai manifestanti. Nella centrale piazza Indipendenza un centinaio di uomini armati hanno attaccato le barricate della polizia. Il cordone degli agenti a un certo punto è stato “forzato” dai manifestanti e le forze dell’ordine sono state costrette a indietreggiare. I rivoltosi hanno ora il controllo di quasi tutta la piazza, teatro degli scontri che hanno fatto almeno 29 morti e 287 feriti in una settimana. La polizia ha sparato proiettili di gomma per respingere l’attacco, portato a termine con sassi e bottiglie molotov.  CI SONO I CECCHINI
Il governo ha anche accusato gli insorti di utilizzare un cecchino: “Sta sparando sulla polizia dall’edificio del conservatorio di Kiev” che si affaccia su Maidan. Il cecchino avrebbe fatto almeno 20 feriti.

 

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