L’errata presa di posizione di Caressa

L’errata presa di posizione di Caressa

CLICCA QUI PER GUARDARE IL VIDEO – Il caso Destro è indubbiamente “Il Caso” della 32^ giornata del campionato di calcio di Serie A. Caso ormai celeberrimo, noto a tutti. Un caso “limite”, che fa parlare, discutere, animarsi sul concetto di prova TV e sui limiti normativi della sua applicabilità.…

CLICCA QUI PER GUARDARE IL VIDEO – Il caso Destro è indubbiamente “Il Caso” della 32^ giornata del campionato di calcio di Serie A. Caso ormai celeberrimo, noto a tutti. Un caso “limite”, che fa parlare, discutere, animarsi sul concetto di prova TV e sui limiti normativi della sua applicabilità. Caso limite che pretenderebbe, per sua natura, almeno un minimo di equilibrio nel giudicarlo. Ecco perchè le tante reazioni indignate all’elevazione della sanzione di tre giornate inflitte al calciatore giallorosso ci hanno lasciati perplessi e ci hanno imposto di fare considerazioni in merito. In particolar modo ci è saltata all’occhio, ma credo non solo a noi, la strenua difesa di Destro, la netta presa di posizione di Fabio Caressa, codirettore ad interim di Sky Sport con delega a Sky Sport 24, di cui riportiamo un estratto di quanto espresso in trasmissione:
Quello del giudice sportivo è un errore clamoroso. Ora, o cambia la norma o cambia il giudice sportivo. La prova tv è per fatti violenti che l’arbitro non ha visto quindi non sanzionato. Questo evento è stato sanzionato: c’è una punizione e un cartellino giallo. Questa è moviola in campo, la Federazione per far sì che ciò avvenga dovrebbe chiamare Platini e Blatter per attivare la moviola in campo. Il fatto che l’arbitro abbia visto male è un altra cosa. Allora io dico: perché non cambiamo i giudizi sul gol/non gol, o quelli per un gol in fuorigioco? Questo è un obbrobrio giuridico fuori dal mondo. Questa è moviola che giuridicamente non ha alcun senso, a meno che da domani non decidiamo di vedere ogni fatto con le telecamere. Questo potrebbe far sì che il Cagliari possa richiedere la ripetizione della partita.Questo evento non farà giurisprudenza perché il ricorso deve essere accettato. Le regole devono essere certe e uguali per tutti. Qui non dobbiamo parlare di Roma, Juve o Inter. Qui si parla di giustizia, che non può essere applicata così come capita“. Di seguito andremo a demolire punto per punto questo sfogo da ultrà romanista, questa presa di posizione tifosa, che, come vedremo, è basata su errori, omissioni e che nulla centra con la “giustizia”. 

 

IL PRECEDENTE Quando Caressa dice che “questo evento non farà giurisprudenza” non ricorda, o fa finta di non ricordare, che non farà giurisprudenza per il semplice fatto che “giurisprudenza” in merito la fece un caso analogo avvenuto l’otto dicembre del 2012 durante Roma-Fiorentina dello scorso torneo, quando il calciatore viola Olivera intervenne colpendo Miralem Pjanic per poi calpestare volontariamente la gamba del romanista. Anche in quel caso l’arbitro ammonì Olivera per il fallo, ma non si accorse del successivo pestone che fu sanzionato dal giudice sportivo che ricorse alla prova TV per elevare ulteriori tre giornate di stop all’uruguagio. Situazione simile a quella avvenuta a Cagliari. Simile perchè Olivera almeno evitò di simulare una reazione ricevuta dall’avversario come ha fatto Destro con Astori. Nel dispositivo della sanzione si nota che il modus operandi del giudice sportivo è pressoché identico a quello applicato per sanzionare Destro. 

IL CASO DESTRO

E’ ormai fatto notorio, chiarissimo nel suo sviluppo: Destro, nettamente anticipato durante una normalissima azione di gioco da Astori, prima trattiene per la maglia il difensore cagliaritano, poi tenta una prima volta col braccio destro di colpirlo, poi lo colpisce nettamente al volto col palmo della mano sinistra ed immediatamente si butta a terra simulando un colpo ricevuto in reazione dal cagliaritano che in realtà non c’è stato. (Link)

Quando Caressa dice che “questo evento è stato sanzionato: c’è una punizione e un cartellino giallo. Questa è moviola in campo” presume che l’azione sia stata giudicata dall’arbitro Massa nella sua interezza. Se solo si fosse preso la briga di verificare il dispositivo della sanzione (Link )avrebbe letto che l’arbitro ha dichiarato di aver fischiato la trattenuta, ma di non essersi accorto di quanto immediatamente successo dopo il fischio. L’ammonizione di Astori nulla c’entra con l’azione, in quanto la punizione è stata fischiata a favore del Cagliari, mentre Astori è stato ammonito per aver preso per la maglia il simulatore Destro, steso a terra sul campo, successivamente ed a gioco fermo. A conferma di ciò, riportiamo fedelmente estratto delle dichiarazioni rilasciate all’Ufficio del giudice sportivo dall’arbitro:“(…) ad integrazione di quanto comunicato con mia precedente e-mail, specifico che: ho accordato un calcio di punizione diretto a favore del Cagliari per una trattenuta (normale fallo di gioco) commessa dal calciatore Destro ai danni di Astori. La successiva manata di Destro non è stata vista né da me né dai miei collaboratori” che quindi stabilisce la disgiunzione temporale dei due eventi, specificando chiaramente che solo il primo è stato da lui (e/o dai suoi collaboratori) visto e sanzionato.

Siamo convinti che l’episodio possa dar vita ad un dibattito, che avremmo auspicato sereno e propositivo, ma siamo altrettanto convinti che sicuramente in merito non si possa parlare con la sicumera mostrata da Caressa di “moviola in campo”; in tal senso segnaliamo il parere autorevole dell’ex arbitro Angelo Bonfrisco, intervistato da firenzeviola.it (Link), che dichiara: “In questo caso sì (è giusto ricorrere alla prova TV – n.d.r.), perché l’azione è stata divisa in due parti. La prima è il fallo di gioco, visto dall’arbitro, e per questo il giocatore aveva ricevuto l’ammonizione, mentre la seconda, il pestone successivo, non era stata vista dal direttore di gara (come scritto anche sul comunicato ufficiale n.d.r.) e quindi il giudice sportivo ha potuto contare sulla prova tv. In poche parole la decisione può essere ritenuta corretta con la condotta violenta che era sfuggita agli occhi della quaterna arbitrale”
Semmai, a termini di regolamento, ci chiediamo perchè non sia stata valutata da prova TV anche la successiva simulazione di Destro, che avrebbe potuto comportare un’ulteriore aggravio della sanzione, sanzione che, anche se fosse stata di una sola ulteriore giornata, gli avrebbe impedito di giocare, guarda caso, Roma-Juventus.

CONSIDERAZIONI FINALI

Abbiamo cercato lungamente sul web un commento di Caressa o di chiunque non fosse legato agli ovvi interessi della Fiorentina, circa l’episodio Olivera/Pjanic; ovviamente tale ricerca non ha dato esito; nessuno, tanto meno Caressa, propinò al pubblico un pistolotto simile a quello che ha messo su per Destro, per cui o non ne parlò affatto, oppure non ne dette, né lui, né Sky, stesso risalto. Se si fanno questioni di principio, di “giustizia che non può essere applicata così come capita”, le si fanno sempre, non solo per le squadre che interessano, vista la notoria fede romanista del direttore ad interim e vista anche la mancata presa di posizione su un altro caso, infinitamente più celebre ed altrettanto controverso, ovvero l’espulsione di Zidane nella finale mondiale del 2006, finale che Caressa commentò, anche in quel contesto, come elemento sicuramente di parte. Ci risparmi, per tanto, non avendo preso posizione né sul caso Olivera/Pjanic, né sul caso Zidane/Materazzi, concetti come il rispetto del diritto, tanto più che in questo specifico caso il diritto sembra essere stato pienamente rispettato avendo seguito i dettami di una sentenza che giusto un anno fa fece “diritto”; ci eviti la furbizia di elevarlo a caso simbolo da distinguere dal tifo di appartenenza, perché non è credibile, come sa bene Beppe Bergomi che ne ebbe prova durante la telecronaca di Roma-Inter del 2010 decisiva per lo scudetto; evitino tutti, non solo Caressa, di ricondurre un banalissimo fatto di conclamata, doppia antisportività, giustamente sanzionata, all’ennesima crociata anti-juventina, cianciando falsità sul comportamento in campo di alcuni giocatori della Juventus e invocando per loro (im)pari trattamento. Si chiedano, semmai, che immagine danno di loro stessi, che pretendono di perorare una causa tremendamente sbagliata proprio in punta di diritto, nel mentre tacciono il comportamento vile e scriteriato di un giocatore che si vorrebbe rappresentasse la nazionale ai mondiali di giugno, nel mentre evitano di far rilevare che un giocatore che andava espulso sul risultato di 0-1, a fine primo tempo, abbia potuto giocare tutta la partita ed abbia quindi potuto realizzare altri due gol, nel mentre evitano di chiedersi come un’azione tanto semplice nella sua lettura non sia stata vista dall’arbitro, questo sì elemento su cui andrebbe scritto e pure tanto. Si chiedano tutti questi signori, per quanto ancora un popolo di tifosi possa ancora sopportare una vergogna tale, un sistematico stravolgimento della realtà, un tentativo bieco, volgare, da regime totalitario, di voler sempre eleggere a santo chi santo non è, né lo è mai stato, e di voler sempre dipingere come satana chi satana non è, né lo è mai stato. La pazienza ha un limite e questo limite viene ormai stuzzicato ininterrottamente da troppi anni: almeno dodici e se da un lato c’è chi auspica e vigila, ma non muove foglia, dall’altro c’è chi non farà mai passare sotto silenzio tale vergogna.

giulemanidallajuve.

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