Gilardino al Guangzhou Evergrande: “Via per colpa di Gasperini”

Gilardino al Guangzhou Evergrande: “Via per colpa di Gasperini”

Alberto Gilardino è pronto per l’avventura in Cina al Guangzhou Evergrande di Lippi. Avrà il 38 “la somma fa 11, il mio numero” ma prima di abbandonare l’Italia ha voluto togliersi un paio di sassolini dalla scarpa: “Lascio ilGenoa con dispiacere perché è stato Gasperini a spingere per la mia…

Alberto Gilardino è pronto per l’avventura in Cina al Guangzhou Evergrande di Lippi. Avrà il 38 “la somma fa 11, il mio numero” ma prima di abbandonare l’Italia ha voluto togliersi un paio di sassolini dalla scarpa: “Lascio ilGenoa con dispiacere perché è stato Gasperini a spingere per la mia cessione. Poi perché sono considerato vecchio, ma guardate cosa sta facendo Klose in Nazionale, posso farlo anch’io. Tornerò, voglio i 200 gol in A”. Un arrivederci più che un addio. Questa è l’intenzione dell’ex attaccante del Genoa che in un’intervista a “La Gazzetta dello Sport” spiega i motivi del divorzio dalla Serie A: “Agli allenatori italiani servirebbe un po’ di apertura mentale e meno stereotipi. Gasperini ha spinto per mandarmi via dal Genoa, una follia. La Cina sarà una grande occasione di crescita personale e culturale per me e la mia famiglia, così ho convinto la mia compagna, ma tra due anni e mezzo vorrei chiudere in Serie A per raggiungere i 200 gol”. La ferita col nostro calcio è aperta e sanguinante: “Dispiace che il livello del nostro calcio sia un po’ ribassato e dispiace che tante società non abbiano pensato a me in questo mercato. Con la mia partenza spero di dare un segnale di cambiamento”. Come sarà la vita in Cina però Gilardino lo spiega in poche parole ma convinte: “Diamanti mi ha convinto ad accettare la destinazione e Lippi è una garanzia. Con lui la squadra è cresciuta molto e per organizzazione vale Juventus, Inter e Milan. Hanno vinto e vogliono rivincere. Abiterò nello stesso grattacielo di Diamanti sopra un centro commerciale con ristoranti italiani. La mia bimba più grande andrà in una scuola americana dove imparerà cinese e inglese. Alice (la moglie) era scettica, ma l’ho convinta. Tra due anni torneremo in Italia con una storia da raccontare”. 

 

Infine si ritorna ad attaccare Prandelli: “Avevo rinunciato alla proposta di Toronto per guadagnarmi la convocazione – ribadisce il Gila dopo aver espresso lo stesso pensiero su Twitter -. So di non avere colpe visto come sono andate le cose. Prandelli mi ha lanciato nel Parma e non cambio giudizio su di lui, ma la delusione umana è stata profonda. Almeno una telefonata la meritavo. In questo gruppo non c’era un animale d’area, io, Destro, Toni, Di Natale, Rossi, tutti a casa…. Balotelli e Immobile non lo sono. Anche dai ragazzi ho ricevuto un solo sms, ma il calcio è questo. Amici veri ce ne sono pochi”.

Sportmediaset

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