Con WhatsApp nelle mani di Facebook gli utenti cercano l’alternativa Telegram

Con WhatsApp nelle mani di Facebook gli utenti cercano l’alternativa Telegram

Da quando Facebook ha acquistato WhatsApp per la cifra record di 19 miliardi di dollari, l’applicazione di messaggistica istantanea più famosa al mondo è andata incontro a qualche problema. Il più evidente è stato il server down che ha reso la App inutilizzabile per circa 5 ore nella giornata di…

Da quando Facebook ha acquistato WhatsApp per la cifra record di 19 miliardi di dollari, l’applicazione di messaggistica istantanea più famosa al mondo è andata incontro a qualche problema. Il più evidente è stato il server down che ha reso la App inutilizzabile per circa 5 ore nella giornata di sabato 22 febbraio. L’altro, più nascosto ma non per questo meno preoccupante, prende il nome di Telegram, un’applicazione molto simile a WhastApp che proprio dal momento in cui Facebook ha ufficializzato l’acquisto miliardario ha visto crescere in modo esponenziale il numero di download.

Tutti contro Zuckerberg
Lo dicevamo qualche giorno fa. Facebook, acquistando WhatsApp ha messo una seria ipoteca sul mondo mobile. Le applicazioni più diffuse per smartphone sono ora di proprietà del colosso di Palo Alto. E proprio questa sorta di monopolio pare aver messo in allarme più di qualche utente. Le domande più ricorrenti, sui blog settoriali, sono: che cosa ne farà Zuckerberg di tutti questi dati? Non gli bastava l’acquisto di Instagram? E adesso trovare un’alternativa a WhatsApp pare diventata una priorità. Tanto che Telegram, una App molto simile a quella acquistata da Facebook, ha fatto registrare nelle ultime ore un picco di download senza precedenti, che l’ha portata di diritto nelle classifiche di iTunes e Google Play. Gli autori di Telegram hanno confermato il dato su Twitter, parlando di 500mila nuovi utenti nel giro di poche ore.

 

 

 

Telegram, come WhastApp, ha una grafica snella e non presenta banner pubblicitari al suo interno. Quello che la contraddistingue è la sicurezza. La crittografia dei suoi messati sembra veramente impenetrabile, molto più di quella di WhatsApp. Ma per ora non consente l’invio di note vocali, vero punto debole dell’applicazione. Il suo punto di forza, però, è la gratutità (mentre WhatsApp costa 89 centesimi).

Difficile dire, adesso, se Telegram può essere una vera minaccia per WhatsApp. Cinquecentomila download in poche ore sono un buon numero, ma WhatsApp viaggia comunque a un milione di nuovi utenti al giorno. Altre cifre, per ora. In futuro tutto può succedere. Di certo la mossa di Facebook non ha convinto granché gli utenti. E questo potrebbe essere determinante.

IL SOLE 24 ORE

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