Bancomat, si cambia: presto prelievi senza pin

Bancomat, si cambia: presto prelievi senza pin

Il bancomat cambia. A oltre 30 anni dalla loro introduzione in Italia oggi le carte bancomat sono più di 33 milioni per circa 48.000 sportelli ATM attivi senza contare tutte le volte che usiamo il bancomat per i nostri acquisti, per ricariche telefoniche, per pagare ai caselli dell’autostrada e/o al…

Il bancomat cambia. A oltre 30 anni dalla loro introduzione in Italia oggi le carte bancomat sono più di 33 milioni per circa 48.000 sportelli ATM attivi senza contare tutte le volte che usiamo il bancomat per i nostri acquisti, per ricariche telefoniche, per pagare ai caselli dell’autostrada e/o al supermercato.

In Italia l’uso della moneta elettronica è cresciuto nel 2012 del 20%, per un giro di transazioni pari a 78 miliardi di euro, secondo i dati in possesso di Consorzio Bancomat. Ma dicevano dei cambiamenti. Contro i furti dei codici pin gli istituti di credito affilano le armi usando le più moderne tecnologie a disposizione.

Negli USA ad esempio la Wintrust di Chicago è al lavoro per trasformare 180 dei suoi sportelli bancomat in modo che sia evitato l’inserimento del codice pin per prelevare.

 

 

 

Come? Con un sistema che permette agli smartphone di “parlare” direttamente con lo sportello ATM per pianificare i prelievi di denaro in anticipo e a distanza. Fatto questo, quando il cliente arriva allo sportello deve solo avvicinare il telefonino allo stesso, senza digitare nessun codice segreto.

Inoltre presto dovrebbe essere implementato il video-bancomat, con la possibilità di parlare tramite lo schermo direttamente con un bancario, che offrirà assistenza h24.

Dei rischi del bancomat senza pin ci parla nel video in alto Sophie Nerbonne, vicedirettrice Affari giuridici della Commissione nazionale dell’informatica e delle libertà francese.

A cambiare comunque sarà anche quello che sempre più spesso potremo pagare con il bancomat, a cominciare dalle prestazioni e dai servizi resi dai professionisti, dai medici agli avvocati ai commercialisti, che dal 30 giugno dovranno dotarsi obbligatoriamente del Pos, in un’ottica di contrasto all’abitudine dei pagamenti in nero che alimentano l’evasione fiscale monstre italiana. (Soldiblog)

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